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Manuale di sopravvivenza contro i retaggi della cultura della dieta

<strong>Manuale di sopravvivenza contro i retaggi della cultura della dieta</strong>

Sarà capitato a tutti di sentire “dirottare” una conversazione casuale su temi riguardanti corpo e forma fisica. A maggior ragione, ora che è estate e i corpi sono più scoperti, argomenti come dieta/grasso/calorie/cibo/corpo sono spesso ubiquitari.

“Domani devo assolutamente allenarmi visto che ho mangiato questa fetta di torta”

“Oggi mi sono proprio meritato\a una bella pizza”

“Ho mangiato malissimo tutta la settimana, da lunedì devo assolutamente essere bravo\a”

A chi non è capitato almeno una volta di pronunciare o quanto meno pensare una frase del genere?!

A parlare è la cultura della dieta, che spesso si aziona con il pilota automatico.

Non ci facciamo nemmeno caso perché per tantissimo tempo il messaggio maggiormente veicolato da media, film, pubblicità e programmi televisivi è stato quello, seppure in maniera più o meno velata, di farci sentire “non abbastanza”, di non andare bene, di DOVER far qualcosa per cambiare delle parti del nostro corpo.

La cultura della dieta è pervasiva. È scoraggiante, è restrittiva ed è una generatrice di insicurezza e di un cattivo rapporto con il cibo e con noi stessi.

Questa spirale di pensieri negativi che spesso partono proprio da noi viene interiorizzata inconsciamente e rischia di intrappolarci in un circolo vizioso senza via di uscita.

Vediamo allora alcuni consigli per evitare di restare intrappolati in questo vortice e passare all’azione.

1) Facci caso

Quando ti capita di paragonarti a qualcun altro o di giudicare o giudicarti solo per gli aspetti “negativi” di te o del tuo corpo. Facci caso. Chiediti: perché lo sto facendo? Che sensazioni mi genera alimentare questo tipo di pensieri? È utile? o è solo un vortice di negatività sterile che mi fa sentire peggio?

2) Accetta il fatto di non essere perfetto\a

Nessuno lo è.

Questo non significa necessariamente essere felici delle proprie smagliature o amare follemente la pelle a buccia d’arancia o i rotolini sulla pancia. Significa accettare che queste cose fanno parte della natura umana. Significa accettare che il nostro corpo cambia e noi con esso. Che è giusto provare a diventare ogni giorno la versione migliore di sé stessi ma che la ricerca della salute fisica non può prescindere da quella mentale. E che lamentarsi ed essere perennemente ipercritici sul nostro aspetto fisico non ci renderà persone più in salute, più magre o più felici. Anzi.

3) Metti in conto che tutto quello che farai probabilmente non ti sembrerà MAI abbastanza

Volere sempre di più fa parte della natura umana. Pensare: “quando sarò dimagrito\a mi sentirò meglio e potrò finalmente vivere la mia vita con serenità ed entusiasmo” oppure pensare “se solo avessi le cosce più magre, starei sicuramente meglio e mi sentirei più a mio agio”.

Nessuno è immune agli standard (deformati) di bellezza della nostra società, l’idea di raggiungere standard di perfezione ci pervade e arriva fino alle nostre ossa.
Ma nella maggior parte dei casi, anche quando avrai perso peso\raggiunto un obbiettivo\lavorato su un aspetto, troverai altri difetti e quello che avrai fatto non ti sembrerà mai abbastanza. Prova invece ad accettarti e ad amare te stesso\a esattamente per quello che sei ORA.

Senza paragonarti ad altri o al ricordo di ciò che eri.

Impara a celebrare i traguardi raggiunti, anche i più piccoli. Riconosci quanta strada hai fatto, da dove sei partito\a, dove sei arrivato\a e COME ci sei arrivato\a.

4) Tieni un diario dei complimenti che ricevi

Segna su un pezzo di carta o sulle note del telefono i complimenti che le persone ti fanno.

Rileggine qualcuno quando di senti giù di morale. Fai lo stesso anche con gli altri. Fai dei complimenti alle persone a te vicine, non costa niente ed è incoraggiante. Sostituisci il giudizio con l’ascolto.

5) Non commentare il corpo degli altri

Cerca di far capire che non va bene farlo quando capita a te.

Frasi del tipo “Sei dimagrito\a, bravo ora si che stai bene, finalmente!” oppure “sei per caso incinta?” O ancora “ti vedo sciupato\a, ma mangi?!”. Sono frasi triggeranti per tutti ma possono essere estremamente dannose se rivolte a persone che:

-Hanno sofferto o soffrono di un Disturbo del comportamento alimentare (DCA)

-Hanno un corpo non conforme agli standard sociali attuali

-Non hanno un buon rapporto con la propria immagine corporea

Questo vale anche se a commentare il tuo aspetto\peso è un membro della tua famiglia o un amico\a che ti è accanto. Può essere fatto con tutta la buona fede e le migliori intenzioni del mondo ma non va bene.

Se sei tu a ricevere un commento del genere la prima cosa da fare è cercare di mettersi al riparo, provare a cambiare discorso o dire chiaramente che discorsi di questo tipo alimentano la cultura della dieta e sono solo controproducenti. Se le condizioni lo permettono e ritenete di poterne parlare apertamente con queste persone senza sentire troppo disagio: provate a chiedere di evitare discorsi triggeranti motivando, se ne avete voglia, il motivo per cui quei discorsi sono fonte di disagio.

Se sei dall’altro lato e ti è capitato di esprimere giudizi sul corpo di qualcuno prova a chiederti:

Parlo negativamente del MIO corpo?  Es. “Odio le mie cosce”

Commento spesso il peso o l’aspetto fisico di altre persone?  Es. “Oddio, lei si è davvero lasciata andare ultimamente!”

Mi sento in colpa dopo aver mangiato certi cibi?  Es. “Non posso credere di aver mangiato anche il gelato dopo tutto quello che avevo mangiato oggi”.

Etichetto anche solo mentalmente i cibi come buoni o cattivi?  Es. “Oggi faccio la cattiva\o e mi bevo una coca cola”

Se hai risposto di sì anche solo ad alcune di queste domande… congratulazioni! Sei un essere umano che vive in quest’epoca ed è cresciuto con i retaggi della cultura della dieta.

La buona notizia è che puoi provare a modificare questi comportamenti consapevole del fatto che la diet culture e la grassofobia causano disuguaglianze sociali che è sbagliato contribuire a perpetuare. E che tutte le diete (intese come regimi restrittivi, punitivi e frustranti) nel lungo periodo non funzionano ma anzi attivano un weight cycling molto rischioso per la salute della persona.

6) Sposta la tua attenzione sulla salute non sul peso, non su una taglia

Il tuo peso è solo un numero. Non definisce chi sei. Non ti cambierà. Non risolverà i tuoi problemi o la tua mancanza di autostima. Modificare il tuo peso non ti renderà immediatamente più felice.

Il tuo corpo è la tua casa e solo tu hai tu le chiavi per renderlo un posto speciale. Il tuo corpo non è fatto di numeri e centimetri è ciò che ti permette ogni giorno di parlare, pensare, esplorare, muoverti, metterti in discussione, ballare, gioire e un altro milione di cose.

Sii gentile.

Abbine cura e cerca di non disprezzarlo.

E ricordati che ci sono moltissimi motivi per cercare di essere attivi e avere un’alimentazione sana (nella maggior parte del tempo) ma perdere peso non deve essere visto come un FINE ma come un MEZZO per guadagnare salute.

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