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LA MEDITAZIONE: IL SEGRETO PER DORMIRE BENE.

LA MEDITAZIONE: IL SEGRETO PER DORMIRE BENE.
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Manuel Mauri

del 10/02/2022

Meditazione e sonno.

Sempre più spesso il termine meditazione viene utilizzato come sinonimo di attività fondamentale per migliorare la nostra salute in relazione al fatto che questa se praticata regolarmente, può migliorare diversi aspetti della nostra vita.

La pratica della meditazione può infatti aiutarci a migliorare la gestione dello stress quotidiano, a vivere meglio periodi di forti sollecitazioni emotive nel lavoro e nelle relazioni interpersonali, ad aiutarci a sperimentare un senso di pace con noi stessi.

Un altro aspetto che rende molto importante l’abitudine a meditare è il collegamento che questo ha con la nostra capacità di migliorare la qualità del sonno.

L’importanza del sonno all’interno della nostra vita

Il nostro sonno è un preziosissimo alleato che ci aiuta a disporre di maggior energia, capacità di concentrazione e vitalità; riuscire a riposare bene ci da non solo più forza e sicurezza in noi stessi, ma crea una sensazione di maggior equilibrio generale che si riflette nelle piccole attività quotidiane.

Prova a pensare a quelle volte in cui, magari a seguito di preoccupazioni o ansie, hai avuto difficoltà a dormire: addormentarsi era difficile perché continuavi ad interrogarti sulle tue capacità di superare le domande di un esame oppure, pensavi e ripensavi a come gestire situazioni in cui ti saresti trovato nell’immediato futuro, finendo così per risvegliarti  più volte durante la notte.

Come ti sei sentito il giorno dopo non aver dormito bene? Eri tranquillo e focalizzato sulle tue attività oppure ti sei ritrovato a gestire con più difficoltà e stress la giornata?

Il tuo stato d’animo era sereno e positivo oppure hai iniziato ad avere comportamenti di insofferenza riguardo le persone intorno a te, magari anche rispondendogli male?

Anche se spesso viene trascurata o considerata secondaria rispetto alla produttività e la capacità di raggiungere i nostri obiettivi, la qualità del nostro sonno è direttamente collegata alla qualità della nostra vita.

Il sonno è un’attività fondamentale per il nostro equilibrio psico fisico perché ci permette di recuperare l’energia che abbiamo impiegato durante la giornata, rigenerare i tessuti del nostro corpo, assimilare e apprendere meglio quello che abbiamo vissuto durante la giornata, in modo da agire con maggior consapevolezza e d efficacia di fronte a problemi o ostacoli che possiamo incontrare all’interno della nostra vita.

Pensa per un momento a quando da bambini venivi in contatto con tantissime nuove informazioni come ad esempio imparare a camminare, parlare, leggere e scrivere e se ci pensi proprio quelle prime fasi della nostra vita coincidono con i periodi in cui dormivamo più a lungo.

 Infatti in quel periodo di apparente riposo, il nostro cervello lavorava assiduamente per rielaborare le informazioni che assimilavamo e che, anche grazie al sonno, siamo riusciti ad apprendere ed utilizzare per crescere e diventare adulti.

Da adulti però può capitare di non riuscire a godere di un buon sonno a causa di pensieri che ostacolano quelli che vengono chiamati i “cicli del sonno”, e questo accade perché in un qualche modo, continuiamo ad alimentare  il nostro livello di attività e di pensieri, ostacolando il sopraggiungere del sonno.

Il mito della produttività

In una società “veloce” dove dobbiamo essere produttivi, sempre attenti a raggiungere i nostri obiettivi, sempre alla ricerche di nuove sfide e, di realizzarci nei diversi ambiti della nostra vita, il sonno spesso viene visto come un ostacolo; celebre è il detto “chi dorme non piglia pesci”.

In realtà quello che spesso accade è che rincorrendo in maniera forsennata i nostri obiettivi e esasperando l‘ottenimento di un risultato, finiamo per portaci a letto pensieri, ansie e preoccupazioni, non riuscendo a staccare dalle idee che inevitabilmente ci continuano ad accompagnare anche quando sarebbe sarebbe invece arrivato il momento di lasciare la mente sgombra da ansie per godersi un meritato riposo.

Allora per far pronte alle difficoltà che abbiamo nel dormire, cerchiamo soluzioni esterne come ad esempio farmaci, integratori e tisane, senza però spegnere mai i nostri pensieri, caricandoci ancora di più di nuove attività.

Questo porta inevitabilmente a creare un circolo vizioso dove siamo alla continua ricerca di stimoli ma, non diamo la giusta attenzione al riposo ed al recupero della nostra energia.

In questo modo invece che essere più soddisfatti, felici e tranquilli, finiamo per sentirci sempre più insoddisfatti, stanchi e delusi:  presi dal vortici del consumare esperienze senza più sentirne nemmeno il sapore, finiamo per passare notti insonni che senza volerlo ci preparano a nuovi scenari di futura insoddisfazione.

Ruminazione e rimuginazione

Se questo continuo girare senza sosta dei nostri pensieri ci tieni svegli o ci obbliga a ridurre le ore di sonno o ancora peggio, ci lascia senza una quantità soddisfacente di riposo, lo dobbiamo principalmente a due modalità diverse di pensiero ricorrente: il “rimuginio” e la “ruminazione”.

Il rimuginio e la ruminazione sono simili, ma nonostante aspetti comuni. Il rimuginio è quel modo di pensare che orienta costantemente i nostri pensieri nel prefigurarci ed anticipare dei possibili pericoli futuri.

Viene considerato come una delle componenti principali dell’ansia, in cui la persona ripete mentalmente a sé stesso che gli eventi andranno male o che qualcosa di spiacevole potrebbe capitargli da un momento all’altro, in una sorta di inarrestabile dialogo con se stessi.

Ad esempio prima di un esame potrei avere difficoltà a prendere sonno perché continuo a pensare ed a ripensare di non farcela, oppure che potrebbe accadermi qualcosa di spiacevole o che in generale, gli eventi a cui diamo importanza potrebbero andare  male.

In questo modo la difficoltà principale sarà nel riuscire a prendere sonno perché il continuo pensare e ripensare non mi permetto di rilassarmi e dormire.

La ruminazione invece è sempre una forma di pensiero che non riusciamo a controllare ma che invece che essere orienta ansiosamente al pensare a possibili problemi che potremmo avere nel futuro, ci porta costantemente a ripensare ripetutamente a qualcosa di spiacevole che è accaduto nel nostro passato.

Una crisi sentimentale o la fine di una relazione sentimentale, un cambiamento o una perdita di lavoro, un lutto, un conflitto con un amico o un famigliare, sono spesso eventi che portano le persone a pensare e ripensare continuamente a cosa sia andato storto. Cosa avrebbe dovuto fare per evitare il verificarsi della situazione, cosa avrebbe potuto dire di diverso per evitare il dolore che la situazione gli sta procurando.

Invece che accettare che ogni tanto qualcosa possa andare storto  o non come noi ci aspettiamo e che, questo sia nella natura delle cose, ci “torturiamo” mentalmente andando alla ricerca di possibili motivi e spiegazioni alla nostra sofferenza andando così a crearne ancora di più.

In questi casi magari riusciremo ad addormentarci ma avremo difficoltà a mantenere questa condizione a causa del continuo  attivarsi di pensieri durante il corso della notte.

Meditazione e sonno cosa fare in pratica

Ma perché la meditazione può essere uno strumento utile a superare i problemi legati al sonno?

Innanzitutto è necessario dire che  la meditazione non è un sostituto di una psicoterapia o di un percorso di crescita personale, ma è  una pratica  che ci può aiutare a vivere meglio la nostra vita imparando ad accettare, riconoscere e lasciare andare ciò che ci crea dello stress e che ci preoccupa .

Alcune pratiche della meditazione si rivolgono infatti ad imparare ad “osservare i nostri pensieri”: in questo modo riusciamo a prendere un momentaneo distacco da essi e, invece che reagire impulsivamente, possiamo ridimensionare la portata e l’importanza che gli assegniamo, sentendoci di conseguenza meno in tensione, stressati o preoccupati.

Intorno agli anni 70 del secolo scorso  si è visto come alcune forme di mediazione, ad esempio la meditazione Vipassana(meditazione Buddista dalla quale il biologo Jon Kabat-Zinn ha preso le tecniche che oggi conosciamo come Mindfulness), possano “spegnere” quelle che viene chiamata DMN(Default mode network), ovvero una specifica area del cervello responsabile del  continuo emergere di idee e pensieri che in un qualche modo interferiscono con ciò che in quel momento si sta facendo, nel nostro caso il sonno.

Avere uno “strumento” da utilizzare all’interno della nostra giornata come la meditazione, diventa quindi un’attività pratica dove impariamo ad entrare in contatto con noi stessi, i nostri contenuti mentali in maniera più distaccata ma presente. 

Così facendo diventiamo “osservatori” delle nostre ansie e preoccupazioni imparando a riconoscerle, a non identificarci con esse, ed a lasciarle andare invece che continuare ad alimentarle con il nostro pensiero

La pratica costante anche se inizialmente breve(pochi minuti al giorno), ci aiuta durante la giornata a vivere meno drammaticamente le sensazioni ed i  sentimenti che proviamo, riuscendo così ad arrivare a fine giornata meno esauriti e più consapevoli delle nostre scelte.

Se riusciamo a prendere anche l’abitudine di meditare poco prima di andare a dormire, magari utilizzando meditazioni guidate oppure meditando anche senza nessuna guida ma in maniera costante, possiamo in breve tempo arrivare a creare le migliori condizioni mentali per avvicinarci ad un piacevole, benefico e naturale sonno.

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