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Il terzo chakra: azione e trasformazione

Il terzo chakra: azione e trasformazione
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Laura Poerio

del 11/12/2023


Caratteristiche del terzo chakra

Il terzo chakra è Manipura, il chakra del fuoco.
Il suo scopo è la trasformazione, l’azione, l’attività, ottenute tramite la realizzazione della propria volontà.
Il colore è giallo, come il fuoco. Si trova all’altezza del plesso solare, subito sotto lo sterno e si sviluppa tra i 18 mesi e i 4 anni di vita. È importante perché troppo spesso oggi ci viene chiesto di far prevalere la mente sulla materia, di metterci alla prova o controllarci dominando istinti e sesto senso, ma sopprimendo il nostro “io” profondo, ossia il nostro potere.
Ma se agiamo in questo modo, facendo vincere una parte sull’altra, ci frammentiamo ulteriormente e perdiamo il senso del potere che è in noi. La volontà si fa piccola e la forza svanisce. Per questo, oggi siamo tutti così insicuri di noi e abbiamo bisogno costante di certezze.
Ecco, lavorare sul terzo chakra è fondamentale.
Dobbiamo ristrutturare il nostro potere e recuperare la forza, la nostra individualità. Dobbiamo scegliere un potere che non schiaccia gli altri per elevarsi, ma invece semplicemente ci ispira, ci permette di muoverci e trasformarci senza sminuire la realtà attorno a noi.

L’energia del terzo chakra

L’energia del terzo chakra è creata dalla combinazione di materia (primo chakra) e movimento (secondo chakra) che quando sono liberi e in equilibrio permettono all’energia della corrente ascendente di salire e incontrare proprio nel terzo chakra l’energia della corrente discendente che dà forma e direzione a quella ascendente e si traducono in forza e attività.

Come abbiamo già visto in precedenza, i chakra sono legati gli uni agli altri: la volontà del terzo chakra non si potrebbe palesare senza il desiderio manifestato del secondo chakra. Il desiderio alimenta la volontà. D’altra parte, è la coscienza che scende dai chakra più in alto, che dà direzione, intenzione e chiarezza a questa volontà.

La terra è la strada, il movimento è la direzione, il corpo è il veicolo, le emozioni la benzina, Manipura chakra è il motore.

Il nostro potere non si crea e non si manifesta stando nello stallo, ma abbracciando questa forza, abbracciando la trasformazione e l’esteriorizzazione della nostra individualità. Lo scopo del terzo chakra è quindi quello di trasformare l’inerzia in direzione volontaria e cosciente.

Il potere è un processo, un modo per diventare reali e vivere in modo autentico, proiettati al futuro e abbracciando la nostra totalità.

Il potere e le potenzialità del terzo chakra

Il terzo chakra è dinamica e luce, si solleva in alto allontanandosi dalla gravità e dalla pesantezza dei primi due chakra.
Perché è fuoco? Perché il fuoco brucia le resistenze, il passato, le influenze, brucia la materia e ci dona la capacità di agire grazie alla comprensione. 

Quindi lasciamolo bruciare, perché solo attraverso la comprensione possiamo avere direzione e intenzione.

Avere il terzo chakra in equilibrio non solo ci dà energia ma ci permette di avere coraggio, affrontare la vita con entusiasmo e positività, con speranza e sicurezza. E questo ci consente di esprimerci, di chiedere quello che vogliamo ottenere, di correre rischi. E solo attraverso questi rischi poi andiamo incontro ai nostri sogni. E solo attraverso questo coraggio andiamo oltre le difficoltà e le sfide.

Solo essendo sicuri in noi stessi siamo pronti per poi andare oltre, verso i chakra più alti. Infatti, senza sicurezza e autonomia, ad esempio, il chakra del cuore è radicato nel bisogno e nella dipendenza e non nel potere personale. Se non siamo radicati nell’autonomia non siamo in grado di essere indipendenti dai bisogni e dai piaceri e riusciamo ad assumerci responsabilità e ownership.

Quando lavoriamo su questo chakra ci sviluppiamo come individui e risvegliamo l’io, quello sano, riuscendo a disidentificarci dalle aspettative e dalle opinioni degli altri. 

Welcome, freedom.

Superiamo i nostri limiti ma con coscienza e non permettiamo alle abitudini di definirci. Usciamo dal guscio, osiamo oltre la disapprovazione dei canoni della società e della cultura in cui siamo totalmente immersi, per riscoprirci. In definitiva, schiudiamo il nostro essere, il nostro destino, la nostra anima. Recuperiamo il diritto di agire e il diritto di essere liberi.

L’ego nel terzo chakra

Quasi sempre demonizziamo l’ego, perché di solito siamo totalmente identificati in esso e diventa uno dei nostri limiti più grandi. Quello che vogliamo fare ora è farci pace. Noi non siamo solo ego, ma è pur sempre parte di noi e della nostra realtà terrena.
È come se fosse la nostra casa, in questa vita. È necessario per ancorarci alla realtà e da lì crescere. Di fatto, è l’ego che ci permette di creare i confini che abbiamo visto nel primo chakra. Ed è l’ego che ci permette di ascoltare ed esprimere la nostra volontà, e di agire verso i nostri obiettivi. Non è un errore avere un confine e una casa, però ricordiamoci che è solo questo. Non diventiamo noi stessi prigionieri di questi confini e usciamo dal concetto di “io sono quello che faccio”. Invece, pensiamo che azioni e volontà sono solo espressione e mezzo verso la nostra realizzazione.

Il demone del terzo chakra

Il demone di Manipura chakra è la vergogna, che non ci permette di ascoltare i nostri istinti di base, e lascia alla mente troppo spazio, in particolar modo ai pensieri. Limitiamo la spontaneità, azzeriamo l’ascolto interiore e geliamo l’energia. Ma i nostri istinti non scompaiono mai del tutto. Restano dentro di noi, come ombre in agguato. E addio, ci tolgono dall’equilibrio e ci portano a compensazioni ed escamotage per non portare mai del tutto alla luce quelle ombre.

Terzo chakra non equilibrato: eccesso e carenza

Spesso l’eccesso deriva da sensazioni di debolezza, abbandono e mancanza di attenzioni e ci porta ad un attaccamento eccessivo e al controllo maniacale.
È il classico caso di chi ricerca approvazione degli altri perché dentro ha una mancanza.
E da qui nasce l’eccesso che si traduce in attività costante, in bisogni, impegni, ma anche fatica, stress, volontà troppo rigida e mancanza di flessibilità. Da qui, possono capitare eccessi di rabbia, espressioni frequenti della paura e iper-attenzione ai dettagli. Il rischio conseguente, è quello di diventare automi e distaccarci dai sentimenti, azzerando la consapevolezza e la presenza nel qui e ora. Come se lo spirito non fosse radicato nel corpo e la nostra coscienza fosse tutta Ego, corpo, materia.
Cosa fare?
Ridistribuire l’energia in eccesso e lasciarla espandere: meditazione, yoga, passeggiate lente nella natura. Chi è in eccesso deve imparare il principio del lasciare andare.

Chi è invece carente del terzo chakra è poco vitale, non ha volontà, energia o coraggio. Si sente sempre un po’ trattenuto, un po’ timido e in disparte. Non dice spesso la sua e sicuramente non si impone sugli altri, nemmeno quando si tratta di fare una scelta libera. Evita il confronto, la sfida, le situazioni incerte. Vorrebbe stare solo nella zona di comfort, quella più sicura che c’è. Segue le regole alla lettera e prova sempre a compiacere gli altri. E tutto questo è molto facile apparentemente, se non fosse che porta quella persona a essere dominata dalla paura, costantemente accompagnata dalla vergogna e dalla colpa. Costantemente limitata e insicura nei propri passi. Chiusa in un cerchio sempre più stretto, da cui non far uscire il proprio “io” per non andare incontro all’aggressività della vita e degli altri. L’azione è rara, la volontà è zittita.

E di cosa hanno bisogno come il pane? Dell’amore. L’amore spinge l’energia verso l’alto dalla base, che stimola la corrente discendente che è liberatoria. L’amore permette di sentirsi in sicurezza e di provare autostima, ma purtroppo è solo una panacea, va e viene.

La soluzione? Riaccendere quel fuoco e nutrire quella carenza con tutto ciò che dà energia: esercizio fisico, cibo sano, passioni, piccole sfide raggiungibili. Chi è carente deve imparare il principio di trattenere.

“È attraverso la volontà che portiamo il futuro a compimento”

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