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Il sesto chakra: il chakra del terzo occhio

Il sesto chakra: il chakra del terzo occhio
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Laura Poerio

del 19/03/2024


Caratteristiche del sesto chakra

Ajna chakra, il chakra del terzo occhio, si trova al centro della fronte tra le sopracciglia, così come il nostro occhio spirituale. Siamo ormai ampiamente nei chakra leggeri, dopo l’aria del quarto chakra, il suono del quinto, ora siamo nella luce. La luce della coscienza, che da forma a ciò che creiamo e viviamo, crea le nostre immagini.
Ajna significa sia percepire che dominare. Cosa dominiamo? Le illusioni, le immagini falsate della realtà.

La luce è una vibrazione più alta rispetto al suono ma complementare: dopo aver imparato a sentire, ora impariamo a vedere. Percepiamo la realtà che ci circonda per quello che è:

“La percezione fisica ci dice che qualcosa esiste, ma solo la vista interiore ci può dire che cos’è”.

Grazie al chakra del terzo occhio iniziamo a dirigerci verso la strada finale del settimo chakra, la comprensione. Per ora, riusciamo a guardare – non solo vedere – e accogliere nuove informazioni che il sesto chakra organizza in modelli di significato e schemi. Gli schemi aumentano la nostra capacità di capire e percepire, di vedere la figura d’insieme delle cose. Come se grazie a degli occhiali vedessimo nuovi contorni e sfumature, riusciamo a vedere più significati.

Le illusioni

Siamo abituati a vivere come se guardassimo da una finestra appannata, che crea forme, colori e ombre che da lontano ci sembrano reali, parte del paesaggio al di là del vetro.

L’illusione è il demone del sesto chakra, che devia la nostra coscienza fuori dalla realtà autentica. Ci ancoriamo, ci fissiamo su un’immagine distorta e in base a quell’immagine giudichiamo e modelliamo la nostra vita. È facile affezionarsi alle illusioni: diventano parte di noi, di come noi ci spieghiamo la vita. Ci attacchiamo e cerchiamo inconsapevolmente elementi che le rafforzino, che le confermino. Ma le illusioni non ci consentono di vedere il paesaggio per quello che è, di capire quando aprire la finestra.

Archetipi, simboli, immagini e sogni

Nel sesto chakra si lavora su elementi sottili: le informazioni e le immagini che riusciamo ora a raccogliere e decifrare rientrano in schemi e composizioni, che modellano la nostra comprensione. A primo impatto possiamo pensare che questo ci devi dalla comprensione reale, invece è proprio grazie a questi modelli archetipici che riusciamo a “spiegarci” le informazioni e rivelarne gli aspetti più utili, arrivando perfino a momenti di rivelazione (in gergo, ta-da moments).

Elementi come i simboli e i sogni, diventano portatori di senso e possibilità che possiamo cogliere per affinare la nostra capacità di capire le cose. Gli archetipi sono semplicemente le forme che assume l’istinto, diceva Jung. Lasciandoci dirigere verso la percezione di queste istruzioni insite nel mondo e nella vita, scopriamo una direzione e scopriamo anche noi stessi. Iniziamo a sentire come se tutto avesse un senso, al di là del “bene” e del “male”: il bene è male e il male è bene. Ci portano verso il nostro prossimo passo con una consapevolezza diversa del nostro percorso, come se fosse l’unico percorso possibile.

Va da sé che tutto questo porti a una profonda pace interiore: ormai non solo siamo autentici e liberi, ma siamo anche coscienti e presenti. Abbiamo coraggio e fiducia di vivere appieno e ora iniziamo anche a sentire che quello che facciamo è parte di un progetto di crescita.

Entrare in contatto con i nostri archetipi ci aiuta a capire come funziona la nostra percezione, qual è il nostro scopo nella vita e come realizzarlo. Come possiamo percepire gli archetipi? Attraverso i simboli, che emergono quando riconosciamo uno schema. I simboli possono essere immagini mentali o reali, sogni, parte della nostra creazione e creatività artistica, ossia tutto ciò che collega la mente conscia a quella inconscia tramite la vista.

I sogni ci offrono delle alternative alla realtà ordinaria e ci danno la possibilità di vedere le cose in modo nuovo, rivelando tutti gli aspetti dei chakra inferiori (istinti, emozioni e impulsi). Integrando i sogni, sia ad occhi chiusi che ad occhi aperti, aumentano la nostra intuizione.

L’intuizione

L’intuizione è ciò che avviene quando riconosciamo gli schemi in modo inconscio, non razionale. È quasi un processo passivo, una lampadina che si accende dentro di noi. Non è una formula matematica e non sempre può essere dedotta a parole. Solo essendo aperti e ricettivi possiamo far nascere delle intuizioni, ma la mente razionale è poco adatta a questo, perché antepone le parole alla percezione diretta.

La funzione del sesto chakra è proprio quella di far nascere l’intuizione, per riuscire a percepire l’essenza delle cose e lo schema più grande. Più saliamo nei chakra, più lasciamo aprire la mente inconscia e la lasciamo esprimere. Il sesto chakra, così come poi il settimo, superano la realtà fisica e trascendono gli aspetti duali, le limitazioni di tempo e spazio, il personale vs. universale. Infatti, grazie alle intuizioni riusciamo a riconciliare tutti gli opposti della realtà e mettere in atto una risoluzione degli opposti, creando unità e totalità fuori e dentro di noi. I conflitti sono risolti, possiamo ora aprirci alla comprensione più profonda.

La visione

Grazie a questo lavoro, ora possiamo lasciar emergere la nostra visione. Siamo riusciti a pulire quel vetro attraverso cui guardiamo la realtà, e grazie a tutti i nostri nuovi strumenti possiamo non solo vedere il paesaggio, ma trascenderlo. Possiamo essere liberi di affidarci all’immaginazione per creare qualcosa di nuovo, senza paura di incappare in una realtà basata sulle illusioni. Ed è proprio grazie alla visione che ci portiamo al livello successivo, favorendo tutti i cambiamenti nella nostra vita che ci permettono di seguire la strada. “Per creare dei cambiamenti dobbiamo porterli immaginare”.

Carenza ed eccesso del sesto chakra

La buona notizia è che se il sesto chakra è carente non abbiamo scompensi o fastidi, ma la cattiva notizia è che la carenza non ci permette di sviluppare le facoltà associate al sesto chakra. Abbiamo poca intuizione e una percezione incerta, potremmo definirci psichicamente insensibili e incapaci di percepire le sfumature. Spesso in questo caso si è molto razionali, si fa fatica a visualizzare o concepire qualcosa in modo diverso e di conseguenza si è chiusi al cambiamento. Si ha anche difficoltà a sognare (o ricordare i sogni, immaginare e seguire meditazioni guidate. A volte, addirittura, si arriva a negare tutto quello che è diverso da ciò che crediamo e viviamo, proprio perché senza immaginazione non si riesce a crederlo reale e validarlo. Di conseguenza, potremmo avere una mente un po’ chiusa.

L’eccesso è caos: troppe immagini, troppi simboli scollegati tra loro, troppe informazioni. Se non ci apriamo a ciò che c’è al di là della razionalità non riusciremo a raccogliere le informazioni, ma se ci apriamo troppo e senza discernimento (ossia, radicamento), le informazioni si sovrapporranno tra loro e creeranno un insieme confuso di immagini che non riusciamo a identificare né a esprimere. Semplicemente, non capiamo. Facciamo fatica a distinguere ciò che è vero, realtà contro illusione. Dietro quel vetro vediamo un paesaggio fittissimo e riusciamo anche a disappannare il vetro, ma le immagini si muovono troppo velocemente per vederle a fuoco. E questo bombardamento di informazioni crea stati di ansia.

Per ritrovare equilibrio dobbiamo partire dalla nostra stessa disponibilità: dobbiamo aprirci al mondo dell’inconscio abbandonando pregiudizi e forme troppo razionali di pensiero. Poi, grazie alla concentrazione e a varie tecniche, possiamo imparare a vedere. Tra le attività che possiamo fare per riuscire a capire le immagini, possiamo partire dai sogni: decidiamo di volerli ricordare e iniziamo un diario dei sogni. 

Basterà portarci consapevolezza ogni notte, per imparare a farlo (il diario va compilato come prima cosa appena svegli). Lasciamo esprimere ogni forma artistica legata alle immagini con disegni, collage, mandala, e anche momenti in cui lasciamo scorrere libera la fantasia, come se dovessimo raccontare una storia a un bambino, o come se noi stessi fossimo il bambino che l’ascolta. E solo con la pratica, dopo aver lavorato su tutto questo, proviamo a sviluppare l’intuizione e la visione, a partire dall’ascolto. Più diamo spazio all’intuizione, più le “crediamo”, più la rafforziamo e più ci “parlerà”. E in ultimo, proviamo a passare molto più tempo alla luce, all’aperto, come se fossimo piante. La luce stimola il sistema nervoso e il sistema endocrino, che influenzano i chakra. Infine, la meditazione migliora focus, concentrazione, intuizione e presenza. Calma la mente e ci permette di fare chiarezza, favorendo l’equilibrio interiore.

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